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Cantine Fina, dove il vino incontra l'orizzonte
Dalle colline di Marsala alle Egadi, un racconto di vino e identità
di Edoardo Campisi
Pubblicato il 17/06/2026

Ci sono luoghi in cui il vino nasce dalla terra. E poi ci sono luoghi in cui nasce da un sogno. A Marsala, sulla punta occidentale della Sicilia, dove il sole si tuffa ogni sera nel Mediterraneo e il vento porta con sé il profumo delle saline e delle isole dello Stagnone, sorge Cantine Fina. Un luogo che sembra sospeso tra cielo e mare, dove l'orizzonte diventa una filosofia di vita prima ancora che una visione imprenditoriale. 

La sala di degustazione - Fina Vini
Bruno Fina e l'eredità culturale di Giacomo Tachis

La storia comincia nel 2005, quando l'enologo Bruno Fina decide di trasformare anni di esperienza e conoscenza del territorio, affianco dell’immenso Giacomo Tachis, al quale dedicherà anche un vino, in un progetto personale.

Accanto a lui c'è la moglie Mariella, e ben presto anche i figli Marco, Sergio e Federica, che rendono l'azienda una vera impresa di famiglia. Non una semplice cantina, ma un racconto corale in cui ogni generazione aggiunge una pagina nuova a una storia fatta di passione, sacrificio e amore per la Sicilia. Dalla collina di Contrada Bausa, la vista abbraccia le Egadi, Mozia e le saline di Marsala. È uno spettacolo che cambia colore ogni giorno e che sembra riflettersi nei vini dell'azienda. Perché il vero protagonista di Cantine Fina è il territorio: una Sicilia autentica, complessa, luminosa, raccontata attraverso i suoi vitigni e le sue infinite sfumature. Il mood aziendale è sempre stato che il vino dovesse essere innanzitutto espressione della propria terra, per questo si è scelto di valorizzare i grandi vitigni autoctoni siciliani – Grillo, Zibibbo, Catarratto, Nero d'Avola e Perricone – affiancandoli a varietà internazionali capaci di trovare in Sicilia una nuova e sorprendente identità. 

I vini in degustazione - prima batteria
I vini in degustazione - seconda batteria
Kebrilla, Kikè e le etichette simbolo di Cantine Fina

I vigneti si distribuiscono tra diverse altitudini e microclimi, dal livello del mare alle zone più elevate dell'entroterra, in una continua ricerca del luogo ideale per ogni varietà. Tra le etichette simbolo emerge il Kebrilla, Grillo che racchiude tutta la freschezza e la sapidità del Mediterraneo. È un vino che profuma di vento e di mare, capace di raccontare l'anima più autentica della Sicilia occidentale. Poi troviamo il Firma del Tempo Riserva, sempre da uve Grillo ma in cui troviamo un profondo respiro minerale e di macchia marina. 

C'è poi il Kikè, probabilmente il vino che più di ogni altro ha contribuito a rendere celebre il nome Fina. Nato dall'incontro tra Traminer Aromatico e Sauvignon Blanc in quel di Marsala, e rappresenta il volto più sorprendente dell'azienda: intenso, profumato, seducente, ma sempre equilibrato. Un vino che riesce a coniugare personalità e immediatezza, diventando negli anni un vero ambasciatore della cantina. 

I vini bianchi in degustazione presso la FIS
Grandi vini rossi, tra vitigni autoctoni e varietà internazionali

Nei rossi emerge tutta la forza della Sicilia. Il Perricone, vitigno storico dell'isola, viene valorizzato con rispetto e sensibilità, il Nero d'Avola trova nelle interpretazioni di Fina una dimensione autentica, fatta di tipicità, profondità e carattere. E poi c’è il Caro Maestro, un assemblaggio di Cabernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot, l’etichetta omaggio al celebre Giacomo Tachis, guida spirituale e professionale di Bruno negli anni accademici e lavorativi, che rappresenta la sintesi di un percorso enologico costruito sull'esperienza e sulla continua ricerca dell'eccellenza.

Fina Vini
C.da Bausa sn - 91025 Marsala TP
Tel. 0923 733070
www.cantinefina.it
info@cantinefina.it

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