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Il respiro del tempo: il mito di Biondi Santi in dieci atti
di Paolo Lauciani
Pubblicato il 21/05/2026

Ci sono momenti in cui il vino smette di essere semplicemente un nettare nel calice. Smette di essere tecnica, smette di essere commercio. Diventa un racconto d’amore, di terra e di tempo. La verticale di Brunello di Montalcino Riserva Biondi-Santi, andata in scena lo scorso 19 maggio nella cornice del Rome Cavalieri, è stata esattamente questo: un viaggio mistico attraverso dieci tappe della storia enologica italiana, un’esperienza totalizzante in cui la classe imperitura del Sangiovese si è palesata in tutta la sua fiera, aristocratica eleganza.
Ho avuto l’onore e il brivido di guidare questa sinfonia di emozioni, assecondando la poesia che ogni calice liberava nell’aria. Al mio fianco, due custodi contemporanei del mito del Greppo: Federico Radi, direttore dei vigneti e della cantina, che ha svelato l’anima tecnica e il rispetto sacrale per la terra, e Simone Mercati, direttore commerciale, magistrale nel narrare il respiro globale di un marchio eterno.
Il percorso è stato un crescendo teatrale, teso tra l’energia vibrante della giovinezza e la commovente complessità della maturità.
 

Brunello di Montalcino Biondi Santi Riserva
Il servizio del vino
Le promesse e le certezze | 2019, 2015, 2012, 2010

Un blocco di annate monumentali, un corpo a corpo tra presente e futuro.

•    2019 e 2015: hanno letteralmente abbagliato la sala per freschezza, tensione e la promessa di un futuro radioso.

•    2012 e la prodigiosa 2010: hanno mostrato un equilibrio millimetrico, chirurgico. Qui il frutto maturo, l’arancia rossa e i sussurri della macchia mediterranea si fondono con preziosi accenti di sottobosco e spezie nobili. È la perfezione che inizia a svelarsi.
 

Paolo Lauciani e Federico Radi
L'allestimento della sala
L’eleganza del passaggio | 2007, 2006, 1998, 1997

Il momento in cui la materia si fa seta e l’evoluzione comincia a ricamare il suo ordito.

•    2007 e 2006: hanno incantato per la trama di un tannino strabiliante, carezzevole ma fiero.

•    1998 e il celebre millesimo 1997: hanno spalancato le porte della magia evolutiva. Il naso si accende di tabacco scuro, cuoio antico e spunti terziari profondi, esaltati da quella firma minerale ed ematica che solo il Greppo sa regalare con una simile struggente finezza.
 

L’immortalità nel calice | 1985, 1983

La climax emotiva della serata. Il punto di non ritorno, dove le parole cedono il passo al silenzio e al rispetto.

•    1985: sontuosa, opulenta, fiera.

•    1983: straordinaria, ultraterrena.

La sala è rimasta sospesa, incantata. Due vini incredibilmente, sfacciatamente vivi, sorretti da una spalla acida commovente e da un finale infinito, monumentale. Un sorso che ha lasciato sul palato echi di arancia amara, humus, incenso e... la consapevolezza di aver assaggiato la storia.
Non è stata una semplice degustazione: è stata la prova tangibile che la ricerca dell’assoluto, a Montalcino, ha un nome ben preciso.
 

Gli ospiti in sala
Verticale storica Biondi Santi Riserva

Biondi Santi Tenuta Greppo
Villa Greppo, 183 - 53024 Montalcino SI
Tel. 0577 848023
www.biondisanti.it
biondisanti@biondisanti.it

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